Quando un pianista registra Janáček, di solito sceglie la raccolta di brani caratteristici Umpeenkasvaneella polulla, la serie Sumussa e la sonata 1. oktobarta del 1905. Anche Sanna Vaarni, attiva sia all’Istituto Musicale di Espoo che in Italia, ha fatto lo stesso. È difficile trovare versi nella musica tardo-romantica e discorsivamente frammentata di Janáček, ma l’interpretazione di Vaarni regge il confronto.